NAPOLEONE MARTINUZZI E VENNINI

(Murano, 1892 – Venice 1977)

Scultore, artista e imprenditore del vetro.
Figlio di Giovanni e Amalia Fuga, entrambi membri di famiglie di maestri vetrai, studia musica, scultura, ceramica ed oreficeria all'Accademia di Belle Arti a Venezia e a Roma. Aderisce alla Secessione Romana del 1914.
Prediletto da Gabriele D'Annunzio, per lui eseguì diverse opere a partire dal 1917 e progetta anche un Mausoleo, mai realizzato.
Dal 1922 al 1931 dirige il Museo del vetro di Murano e collabora con Paolo Venini fino al 1932,  quando fonda con Vittorio Zecchin la Vetri Artistici e Mosaici Zecchin Martinuzzi, la cui finalità è la realizzazione di vetri estremamente raffinati, di notevolissimo effetto plastico.
Nel 1928 attua una decisa svolta stilistica ispirata al Novecento italiano inventando una nuova pasta vitrea, più densa che incorpora bolle d’aria, il “pulegoso”.
Crea le sue prime piante grasse nel 1929 e nella Triennale del 1930 e ne espone una in vetro pulegoso. Partecipa alle Biennali di Venezia del 1932 e del 1934 ed alla V Triennale di Milano del 1933, esponendo oggetti artistici in vetro creati dalla sua nuova società con Vittorio Zecchin.
Nel 1934 realizza 4 piante grasse di grandi dimensioni per il Palazzo Reale di Bolzano.
Dopo il 1936 si dedica esclusivamente alla attività di scultore, presentando alla Biennale di Venezia il bassorilievo “I vetrai al lavoro”. Nel 1942 la Biennale gli dedica una sala con 15 sue opere.
Nel 1946 ottiene la commissione per il Monumento dei caduti di Cà Foscari e riprende la sua attività di artista del vetro, sviluppando anche ricerche plastiche del vetro, finanziate da una Fondazione americana. Negli anni ’50 diventa direttore artistico della Arte Vetro di A. Seguso e poi della Guido Cenese & Co. fino al 1958.
Muore a Venezia nel 1977